Come uso l’intelligenza artificiale nel mio lavoro (cosa mi ha lasciato l’AI Survival Kit)

Come formatore automotive, tra marzo e giugno ho seguito il corso executive AI Survival Kit della 24ORE Business School, fino al certificato finale. Non l’ho fatto per aggiungere una riga al curriculum, ma per dare struttura a un percorso che avevo già iniziato da autodidatta. L’obiettivo era chiaro: capire come usare l’intelligenza artificiale in modo concreto, ogni giorno, nel mio lavoro

Come ho integrato l’AI nelle mie attività

Dopo ogni lezione ho provato ad applicare subito quello che avevo imparato. Con il tempo l’AI è entrata in diverse parti del mio lavoro di consulenza e formazione specialistica:

  • progettazione e preparazione dei corsi
  • automazione di alcune attività ripetitive
  • analisi dei dati
  • gestione dei file Excel per la parte amministrativa
  • supporto nella valutazione delle alternative e nelle decisioni operative

Non più veloce: meglio

Quando si parla di AI, l’aspetto più citato è quasi sempre lo stesso: fare più cose in meno tempo. Per me il punto è un altro: lavorare meglio.

L’AI mi supporta nel quotidiano — trova informazioni, mi aiuta a costruire materiale, fa confronti e, soprattutto, mi permette di andare più a fondo nei vari aspetti. A me resta il lavoro più importante: quello che richiede esperienza, giudizio e conoscenza del contesto.

Il percorso continua — e imparare dove non usarla

Il corso si è concluso, ma il percorso no. L’AI cambia in fretta: ogni giorno nascono nuovi strumenti e nuovi modi di usarli. Nel mio lavoro di formatore automotive, serve continuare a sperimentare per misurarne l’utilità reale e capire se e come applicarla.

Perché il vantaggio non è mai garantito. In alcune attività sono arrivato in fondo e ho capito che il beneficio non era proporzionato allo sforzo. Anche questo fa parte dell’apprendimento: capire dove l’AI aggiunge valore e dove no.

Un grazie

Chiudo ringraziando la 24ORE Business School e soprattutto i docenti del corso: Luca Tremolada, Pepe Moder, Riccardo Saporiti e Vincenzo Cosenza. Oltre a essere bravi nel trasferire i contenuti, ognuno di loro mi ha trasmesso la curiosità di sperimentare e la voglia di continuare ad approfondire. Se vuoi confrontarti con me su questi temi, cercami sul mio profilo LinkedIn.

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